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Come rendere entusiasmante l'esercizio

di Massimo Canonaco



È molto più difficile - e a certi livelli è impossibile - migliorare senza rendersi conto della differenza tra suonare ed esercitarsi.

Quando “suoni”, lo fai senza uno scopo preciso: “imparare un brano”, “suonare i propri brani” o “divertirsi” sono tutte cose utili e sacrosante, ma sono scopi molto vaghi, che non contribuiscono necessariamente a migliorarti come invece potresti. Invece ti “eserciti” realmente solo quando:

  1. Ti concentri su obiettivi chiari e precisi a corto e lungo termine
  2. Fissi piccoli obiettivi ogni volta che ti eserciti
  3. Tieni traccia dei miglioramenti misurandoli.


Queste tre cose si possono benissimo fare “divertendosi”, “imparando dei brani” o “suonando i propri brani”.

Quindi fare pratica ed esercitarsi può essere molto più divertente di quello che molti pensano: la differenza sta appunto nel definire degli scopi chiari e nel fare le cose in modo da raggiungere questi obiettivi.
Certo, specie se non hai mai utilizzato un brano per allenarti ed esercitarti, questo va fatto con l’aiuto di un istruttore, perché i brani sono delle situazioni musicali “reali” (composizioni finite), in cui il grado di integrazione di diverse abilità e conoscenze musicali è a volte molto alto.
Invece il modo migliore di riconoscere e risolvere il problema che ci impedisce di progredire è di isolarlo, specie se notiamo più di un problema.

Però spesso degli esercizi mirati sono più efficienti… ma a volte per alcuni questi esercizi sono così noiosi che perdono la loro efficienza. In questo caso puoi variare l’esercizio, in modo da isolare un problema utilizzando però un brano che ti piace per risolverlo. Ma come? Mettiamo che tu stia cercando di imparare una parte di assolo, e che incontri un problema tecnico. Per isolare il problema e rendere la pratica efficiente e gratificante puoi:

  1. Definire uno scopo chiaro e preciso: ad esempio concentrarti sul mignolo che si allontana dal manico, impedendoti di fare l’assolo come vorresti. Il fine sarà di ridurre la distanza tra il mignolo e il manico, riducendo la tensione tra le dita (il problema spesso non è il mignolo ma l’anulare) e quindi abbasserai la velocità, per il momento.
  2. Definire la sequenza di 5-6 note nell’assolo dove il problema è maggiore, all’interno di una parte di assolo di 20-30 note al massimo.
  3. Suonare la parte di assolo ripetendo la sequenza di 5-6 note 4 volte all’interno dell’assolo prima di proseguire.


Facendo così starai esercitando lo stesso pezzo che ti interessa suonare, ma in maniera mirata, concentrandoti su UNA cosa e in maniera 4 volte più efficiente e produttiva.

È importante fare questo processo per il tempo prefissato senza distrarsi, misurando il tempo utilizzato. Un’altra possibilità, per l’esempio illustrato sopra, è modificare la diteggiatura che conosci, se possibile cercando di utilizzare il mignolo il maggior numero di volte, preferibilmente con tre note per corda (soprattutto per il problema descritto sopra). Nella prossima sessione in cui studi quell’assolo, puoi concentrarti su un problema o un aspetto diverso, rendendo il processo più motivante e meno noioso. Infine a volte è utile utilizzare uno specchio o una telecamera per individuare meglio alcuni problemi (specie di postura), riducendo notevolmente il tempo di individuazione del problema.

Utilizzando il metronomo puoi infine tenere traccia dei miglioramenti, verificando se la velocità in cui si ripresenta il problema è ora più alta di prima, il che indica un progresso obiettivo. Puoi (e dovresti) anche registrarti spesso durante il tempo di pratica, per verificare se alla medesima velocità il risultato è più “pulito”. Ti sconsiglio invece di utilizzare il metronomo mentre devi individuare un problema, perché distrarresti la tua attenzione dal primo piccolo obiettivo: individuare appunto un problema specifico e ben delineato.

Seguendo questi consigli puoi imparare un assolo mettendoci settimane o addirittura mesi in meno. Per applicare nel migliore dei modi una strategia come quella descritta è consigliabile scegliere un istruttore che sia in grado di aiutarti nel capire come applicarla nel TUO caso, migliorando tutti gli aspetti legati all’esercizio ed eliminando le frustrazioni inutili.

Ad esempio un bravo istruttore (che non è solo un insegnante) può aiutarti a definire una tabella personalizzata che indichi cosa dovresti fare ogni giorno, in vista dei tuoi obiettivi a corto, medio e lungo termine e delle tue caratteristiche: questo ti impedirebbe di buttare via il tempo pensando a cosa fare e per quanto tempo (Ritmica? Arpeggi? Scale? Integrazione? Teoria?) o perdendoti a fare solo ciò che ti piace ma che sai già fare bene. Il processo per creare questa tabella è però complesso e richiede degli strumenti in grado di riuscire, con le informazioni e le conoscenze giuste, a dirti cosa fare ogni giorno. Pertanto, se vuoi usare meglio il tuo tempo, ti consiglio caldamente di prendere delle lezioni di chitarra da un istruttore capace, perché il processo richiede la conoscenza e l’interpretazione di alcuni aspetti, esigenze e gusti personali, oltre alla capacità di capire dove stanno i veri problemi che possono impedirti di fare con la chitarra ciò che vorresti.

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